La scuola, la legalità e le parole che contano: la presentazione del “Dizionario Italiano per la Legalità”
In un tempo in cui le sfide educative sono complesse e il confine tra il lecito e l’illecito appare sempre più sfumato, parlare di legalità nelle scuole non è soltanto un’opportunità: è un dovere civile. La legalità non è un concetto astratto, ma una pratica quotidiana, un valore da coltivare sin dai banchi di scuola. È nei corridoi delle aule, nei gesti più semplici degli studenti, nell’azione coerente degli insegnanti che la Costituzione prende forma viva. Per questo, iniziative come il “Dizionario Italiano della Legalità” assumono un significato che va ben oltre la semplice pubblicazione di un libro: diventano un atto concreto di cittadinanza attiva, un ponte tra le parole e la responsabilità.







La presentazione del “Dizionario Italiano della Legalità”, tenutasi a Torino il 16 maggio prima presso il Comune e poi al Salone Internazionale del Libro, è stata un momento intenso e profondamente simbolico. Il volume nasce da un progetto ideato e promosso da Bimed – Biennale delle Arti e delle Scienze del Mediterraneo, nell’ambito della Staffetta di Scrittura per la Cittadinanza e la Legalità, che coinvolge centinaia di scuole italiane. Si tratta di un’opera corale che ha visto protagonisti studenti e studentesse delle scuole superiori, chiamati a scrivere le definizioni dei termini legati alla legalità, mentre le lettere che introducono ogni sezione del dizionario sono state affidate a personalità autorevoli del mondo della cultura, del diritto, dell’educazione e dell’arte.



La genesi di questo progetto affonda le sue radici nella visione lungimirante di Aldo Moro, che più di settant’anni fa intuì la necessità di portare la legalità tra i banchi di scuola, per rendere viva e condivisa la grandezza dei principi costituzionali. La scuola poteva essere il luogo dove le differenze si confrontano e si rispettano, e dove ogni cittadino in formazione potesse riconoscere il valore della propria voce, dei propri diritti e dei propri doveri.

Purtroppo oggi siamo tra i 40 Paesi più corrotti al mondo, con una drammatica evasione fiscale e servizi pubblici spesso carenti. Non basta celebrare la Giornata della Legalità o commemorare le vittime della mafia se, nel quotidiano, continuiamo a ignorare le regole fondamentali della convivenza civile. È nelle scelte semplici – come prendere l’autobus invece dell’auto, non voltarsi dall’altra parte davanti a un’ingiustizia, dire no al lavoro nero – che si costruisce la vera legalità.
Ecco perché il dizionario ideato da Bimed è così prezioso: non propone soltanto definizioni, ma racconta un modo di guardare al mondo con consapevolezza. Ogni parola, anche la più insospettabile – come “pomodoro”, citata emblematicamente dal presidente di Bimed, Andrea Iovino – può essere lo spunto per riflettere su ciò che c’è dietro i gesti quotidiani: in questo caso, lo sfruttamento dei lavoratori nei campi.
Le parole, se ben usate, sono strumenti potenti di denuncia, riflessione e trasformazione.
L’opera è arricchita anche da un linguaggio fotografico che accompagna e approfondisce le parole, rendendo ancora più tangibile il legame tra immagine e pensiero, tra arte e legalità.
Come ha ricordato Francesca Piscitello, moderatrice degli incontri, si è dato ampio spazio ai giovani (soprattutto nell’evento del pomeriggio al Salone) di esprimere la loro opinione e di raccontare il percorso che hanno seguito con gli insegnanti

Questo dizionario non è un punto d’arrivo, ma un nuovo inizio. Il presidente Iovino annuncia la proposta di istituire in ogni scuola superiore italiana un “avamposto della legalità”: un luogo concreto in cui studenti e docenti possano progettare azioni risolutive, partendo dall’osservazione del reale e dalla volontà di non restare indifferenti. Perché educare alla legalità significa, prima di tutto, educare alla responsabilità e al coraggio di scegliere il bene, anche quando costa fatica.
Un sentito ringraziamento va a Michela Favaro, Carlotta Salerno, Lorenza Patriarca, Luca Pidello, Anna Antoniazzi, Anna Maria Aurucci, Bruno De Filippis, Carlo Della Pepa, Francesca Piscitello e a tutti coloro che hanno partecipato alla presentazione del “Dizionario Italiano della Legalità”, offrendo riflessioni preziose, stimolando il confronto e contribuendo con la loro presenza a ribadire che la scuola, se vuole essere davvero presidio di giustizia e di futuro, deve ripartire dalle parole, dai gesti, dalla verità.
Un plauso particolare agli alunni e ai docenti. L’auspicio è che ognuno di loro, tornando nella propria scuola, possa essere seme e portavoce di legalità concreta, quella che si fa ogni giorno, un gesto, una scelta e una parola alla volta.

Istituto Ferraris Pancaldo di Savona
Docente: Paola Mallone
Alunni: Silvia Adinolfi, Giulio Boatini, Alessandro Pollero, Asia Vinotti ed Erika Bacchini che è intervenuta.
Liceo Scientifico-Classico Don Carlo La Mura di Angri
Docenti: Albano Nicola, Fimiani Giuseppe, Landi Nicoletta, Melucci Elio, Smaldone Marina
Alunni: Abate Matilde, Amatruda Martina, Attianese Sara, Lauro Dafne, Ragonese Chiara, Alfano Giulia, Aprea Andrea, Bellacosa Maria Luce, D’Alesio Aurora, Di Bianco Gaia Francesca, Elefante Arianna, Elefante Sara, Ferraioli Gerardo Davide, Ferrigno Di Landro Maria, Gallo Raffaella, Gargiulo Rocco, Garofalo Alessandro, La Mura Maria (che ha partecipato con un intervento), Orlando Chiara, Parlato Antonio, Ruotolo Ida, Senatore Simone Sabato, Cirillo Elisa, Raiola Margherita, Somma Paola, Vitalio Giulia (che ha partecipato con un intervento)
SCARICA IL PDF delle cartoline del Dizionario italiano della legalità e stampa quella che preferisci. Nel file sono presenti tutte le lettere, scegli e stampa la lettera e la foto che più ti evocano un forte messaggio di legalità.











