Nel cuore dell’Africa subsahariana, quando ancora si chiamava Alto Volta, un giovane uomo scelse di non piegarsi. Rifiutò privilegi, cariche vuote, auto di lusso. Scelse una bicicletta. Scelse il popolo.
Nel 1983, Thomas Sankara prese il potere con un colpo di Stato. Ma non fu uno dei tanti. Fu il gesto di un rivoluzionario, di un visionario, di un uomo che credeva nella giustizia, nell’autonomia africana, nella dignità degli ultimi. Ribattezzò il suo Paese Burkina Faso – “la terra degli uomini integri” – e lo fece a colpi di musica jazz, marxismo e amore per la verità.
Sankara non indossava orologi d’oro né parlava dietro microfoni d’argento. Parlava direttamente alla sua gente, istituendo Radio Popolare, dove ogni voce contava. Andava nei cantieri in bicicletta, si sporcava le mani, guidava la rivoluzione agricola con l’esempio, non con i proclami. Tagliò stipendi e privilegi, lanciò campagne vaccinali, costruì scuole, strade, case.
E disse, con chiarezza:
“La rivoluzione e la liberazione delle donne vanno di pari passo. Le donne reggono l’altra metà del cielo”.
Ma quell’integrità non era ben vista. Non dagli imperialisti. Non dagli alleati di comodo. Quando salì sul palco dell’ONU e parlò contro l’imperialismo, contro l’apartheid, contro la sottomissione dell’Africa alle logiche occidentali, firmò la sua condanna.
Nel 1987, a soli 37 anni, Thomas Sankara fu assassinato in un colpo di Stato orchestrato dal suo ex compagno Blaise Compaoré, spalleggiato da potenze straniere. Il suo corpo cadde. La sua idea no.
La sua storia è stata messa a tacere per decenni. Ma non del tutto. Vive nelle canzoni di Alpha Blondy, nelle voci ribelli africane, in chi ancora oggi costruisce sulle sue fondamenta. Anche in Italia, dove artisti come Fiorella Mannoia e La Maschera continuano a cantare di lui.
Come Victor Jara in Cile, anche Sankara usò la musica come arma e la parola come bandiera. Anche lui parlava al cuore del popolo. Anche lui è stato tradito, torturato, ucciso. Ma la sua voce, no: quella non sono mai riusciti a spegnerla.
Scopri la storia di Thomas Sankara nell’episodio a lui dedicato di “In fuga per la vittoria”, il nostro podcast sulle storie di resistenza civile.
Una storia africana, rivoluzionaria, incredibilmente attuale. Una storia che parla di coraggio, coerenza e di quella strana incrollabile bellezza che si chiama integrità.

