Victor Jara: quando la musica sfida la dittatura

Victor Jara quando la musica sfida la dittatura
Victor Jara quando la musica sfida la dittatura

In uno stadio gremito, un musicista cileno resta giorni e notti senza sosta. Ma non è un concerto. Non ci sono strumenti, né cori festanti. In quello stadio, Victor Jara viene torturato e ucciso.

Chi era Jara? Un artista e attivista simbolo del Cile degli anni ’70, voce potente del movimento popolare che accompagnò l’ascesa del presidente Salvador Allende. Musicista, regista teatrale, comunista, Victor Jara cantava l’amore e la lotta, la dignità del lavoro e il sogno di un mondo giusto. Aveva incontrato Che Guevara, seguito Violeta Parra, e scritto canzoni che oggi risuonano ancora, come “Te Recuerdo Amanda” e “El Derecho de Vivir en Paz”.

Dopo il golpe militare dell’11 settembre 1973, guidato da Pinochet con l’appoggio degli Stati Uniti, Jara fu imprigionato nello Stadio del Cile. Gli spaccarono le mani, gli chiesero di suonare per umiliarlo. Lui restò dignitoso, fiero, umano. E scrisse, fino all’ultimo respiro.

La sua ultima canzone, “Estadio de Chile”, sopravvisse cucita nella tasca del suo cadavere. Il suo corpo fu gettato in una fossa comune. Ma la sua voce no: quella non l’hanno mai potuta seppellire.

Scopri la storia di Victor Jara nell’episodio a lui dedicato di “In fuga per la vittoria” il nostro podcast sulle storie di disobbedienza civile . Una storia di musica, resistenza e memoria che continua a vibrare in ogni nota.

🎧 Ascoltalo ora e lasciati colpire da una delle pagine più potenti della musica e della storia.

Comments

No comments yet. Why don’t you start the discussion?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *