Bimba Palestina – Poesie e segni per i bambini in guerra

Bimba Palestina – Poesie e segni per i bambini in guerra

Raccontare Gaza oggi significa misurarsi con un dolore che non trova più parole. Eppure la poesia nasce proprio lì dove il linguaggio appare insufficiente: nel tentativo ostinato di restituire umanità a ciò che rischia di essere ridotto a flusso continuo di immagini, numeri, slogan. Bimba Palestina si muove in questo spazio fragile, scegliendo di non voltarsi dall’altra parte e di affrontare l’orrore senza mediazioni, con la delicatezza necessaria a non trasformarlo in spettacolo.

Il libro è una raccolta di versi e illustrazioni che intrecciano sguardo poetico e segni visivi per accompagnare lettori e studenti dentro una comprensione possibile, seppur parziale, di ciò che accade a Gaza, nei campi profughi e nelle città ferite. I testi di Alfonso Tramontano Guerritore e le illustrazioni di Isabella Bellini non cercano risposte definitive, ma aprono domande, creano silenzi, invitano a fermarsi. È un percorso pensato come argine alla distrazione, come atto di resistenza al bombardamento dell’infosfera che spesso anestetizza invece di informare.

Bimba Palestina non è solo un libro, ma un laboratorio di pensiero e di empatia che prende forma negli incontri, nelle presentazioni, nel dialogo diretto con le scuole e le istituzioni. L’obiettivo è offrire strumenti critici e umani soprattutto ai più giovani, esposti alle distorsioni mediatiche e alle semplificazioni violente del nostro tempo. Attraverso la poesia e l’arte, il progetto prova a restituire centralità alle vittime civili, ai bambini, agli anziani, a chi resta schiacciato dalla brutalità della storia.

Sostenuta dal percorso culturale promosso da Bimed e dal suo presidente Andrea Iovino, la pubblicazione è un invito a fermarsi, riflettere e riconoscere la propria responsabilità di spettatori e cittadini. Immaginare un messaggio da inviare ai bambini di Gaza diventa un gesto simbolico e necessario: un modo per riaffermare che, anche nei tempi più bui, la parola poetica può essere un atto di cura, imprescindibile freno alla barbarie.

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