Il 17 dicembre non sarà una data qualunque nel calendario di Bimed. Sarà una mattina in cui parole, arte e comunità si incontreranno in uno dei luoghi più suggestivi di Salerno: il Complesso Monumentale di San Michele, sede della Fondazione Carisal. A partire dalle ore 10.30, quello spazio carico di storia diventerà il cuore pulsante di un momento di condivisione autentica, pensato per scambiarci gli auguri, certo, ma soprattutto per riconoscerci come comunità viva e in cammino verso il 2026.
Questo appuntamento di fine anno è riservato a chi, nel tempo, ha smesso di essere semplice “parte” per diventare essenza: uomini, donne, territori e istituzioni che hanno scelto di dialogare, costruire e immaginare insieme. È una comunità di pratica che oggi cammina anche senza bisogno di sollecitazioni, capace di generare senso, visione e responsabilità. Ed è proprio questa autonomia condivisa il risultato più straordinario del percorso Bimed: una cittadinanza culturale che cresce, si rafforza e diventa esempio.
Ad arricchire l’incontro, un gesto di grande valore simbolico e artistico. Gianni Rossi, tra gli artisti che hanno segnato in modo profondo l’evoluzione di Bimed, donerà due sue opere alla Fondazione Carisal. Le tele resteranno esposte permanentemente nel Complesso di San Michele, diventando patrimonio condiviso e segno tangibile di un legame che dura nel tempo.
Sarà anche l’occasione per presentare il Calendario 2026, realizzato in partnership con la Fondazione Carisal: un progetto che riprende e celebra il lavoro di Rossi sulla Libertà, tema centrale e quanto mai necessario. Le opere saranno allestite nella sala dell’evento, permettendoci di attraversarle con lo sguardo e con il pensiero.
Un incontro, dunque, che è molto più di un augurio: è una promessa collettiva di futuro, bellezza e legalità.


Un augurio che questo Natale segni la fine di ogni conflitto e che la pace regni sovrana. Vi lascio una mia breve poesia tradotta in tantissime lingue e pubblicata in moltissime riviste culturali straniere. Auguri !
Poi.. la guerra!
Suono una musica
di dolore e morte,
sono una nota
di futuro e speranza.
Una melodia lieve
che accompagna grida e pianti.
Antonietta Micali