Nel cuore di Bologna, tra le mura suggestive dell’Oratorio San Rocco, la musica ha dato nuovamente voce ai valori della crescita, dell’incontro e della cittadinanza attiva.
La settima edizione della Certificazione Olistica delle Competenze Musicali e Artistiche BIMED–St. Cecilia, svoltasi l’8 maggio 2026, ha trasformato il pomeriggio bolognese in un autentico momento di condivisione e valorizzazione del talento giovanile, dove le note di flauti e clarinetti hanno raccontato molto più di una semplice esecuzione musicale.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di promuovere la cultura musicale e sperimentare modelli innovativi di formazione e valutazione, capaci di valorizzare non soltanto le competenze tecniche e artistiche, ma anche quelle relazionali, emotive e comunicative, ponendo al centro non solo il “saper fare”, ma soprattutto il “saper essere”.
Protagonisti dell’evento sono stati gli studenti delle scuole “C. Pepoli”, “Donini-Pelagalli” e del Liceo Musicale “Lucio Dalla”, guidati dai docenti Andrea Amendola, Claudia Ansalone, Cinzia Romeo e Alessandro Restivo, con l’accompagnamento pianistico di Gaia Pizzirani.
I giovani musicisti hanno offerto al pubblico un’esperienza intensa e partecipata, dimostrando come la musica possa diventare strumento concreto di dialogo, inclusione, ascolto reciproco e crescita personale.
Ogni performance ha espresso emozione, impegno e determinazione, restituendo il valore di un percorso costruito attraverso studio, collaborazione e desiderio di mettersi in gioco. Dietro ogni brano emergeva con forza il significato educativo della pratica musicale: un linguaggio universale capace di unire sensibilità, storie e culture differenti.
Più che una semplice sessione d’esame, l’iniziativa si è configurata come il racconto vivo di una comunità educante che sceglie di investire nei giovani, nella cultura e nella forza trasformativa delle arti.
Negli applausi finali si è colto il senso più autentico dell’esperienza: quando scuola, musica e passione si incontrano, nascono percorsi capaci di lasciare un segno profondo nella crescita umana e culturale delle nuove generazioni.






