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Nella Staffetta non esistono "stranieri"

In attesa del lancio della nuova edizione della Staffetta di Scrittura, il Presidente Andrea Iovino ha voluto condividere con la comunità tutta una riflessione volta a comprendere come la lingua possa contribuire al raggiungimento della coesione. In un periodo in cui i dibattiti sulla scuola diventano sempre più ferventi – dove il concetto di percentuale sembra prevalere sul ruolo effettivo che quest’ultima riveste –  il Presidente ha voluto spostare l’attenzione su come la diversità possa essere uno strumento volto a fare pratica di democrazia, uno dei cardini su cui si impernia la struttura del nostro Paese. Il dibattito sulla figura dello straniero sembra tralasciare cosa succede concretamente nella relazione tra la scuola e la società, una delle chiavi di comprensione delle dinamiche dell’intera comunità. La riflessione del Presidente vuole, dunque, spingere a una osservazione consapevole e responsabile di come la contaminazione sia alla base di un processo di arricchimento della società, da leggere nella sua trasversalità. Infatti, sono proprio coloro i quali provengono dai tanti inferni intorno a noi a contribuire alla formazione di un pensiero divergente; ed è chi entra in classe ad avere il dovere morale di mettere a disposizione i propri strumenti per fare cittadinanza. La Staffetta di Scrittura per la Cittadinanza e la Legalità diviene, così, uno strumento per fare leva sull’accoglienza, uno dei principi alla base della democrazia del nostro Paese, facendo affidamento sulla lingua per conseguire quella coesione che nello straniero non vede un numero, ma un volto. Di seguito, sarà possibile leggere la riflessione del Presidente Andrea Iovino:
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