Mario Giuffrida

In 30 anni di esperienza nel campo dei linguaggi espressivi, ha sviluppato proposte (che spaziano dalla legalità alla creatività, dalla lettura alla scrittura, dall’arte al cinema, dal teatro al gioco, dalla formazione alla documentazione) che hanno come finalità quella di imprimere una svolta metodologica e di prospettiva attraverso percorsi finalizzati a processi educativi e di crescita civile e culturale. Negli ultimi 15 anni ha focalizzato, senza trascurare gli altri linguaggi, l’attenzione sulla promozione del libro e della lettura conducendo (presso sedi scolastiche, biblioteche, librerie, festival) laboratori e formazione indirizzati ai bambini/ragazzi e personale docente delle scuole di ogni ordine e grado.
Titolo del laboratorio: Le infinite strade delle parole
«Noi tutti siamo fatti di parole, siamo fatti di linguaggio, ma siamo fatti delle parole e del linguaggio dell’Altro, di come i nostri genitori – che sono il nostro primo grande Altro – ci hanno non solo chiamati, ma ci hanno offesi, ci hanno colpiti con le parole, ci hanno feriti, ustionati, ci hanno amati, ci hanno deliziati, ci hanno resi insostituibili. Noi siamo fabbricati, il nostro corpo, il nostro essere, la nostra anima sono fabbricati dalla parola dell’Altro. Questo significa “essere a bagno nel linguaggio”.
Siamo stati tutti a bagno nelle parole dell’Altro»
(Recalcati)
- Ambiente formativo: Scrittura e linguaggio.
- Età: da 6 a 18 anni
- Esercizi (Descrizione sintetica delle attività): Le parole che usiamo (e quelle che evitiamo accuratamente di usare) definiscono la nostra identità. Cioè, noi siamo le nostre stesse parole. Al loro interno, dunque, abitano il nostro passato, la nostra storia, la nostra memoria, le nostre emozioni.
Senza capacità di parola, pensare ed esprimersi con chiarezza è impossibile. Perciò, occorre scegliere bene le parole che ci servono per comunicare con gli altri.
E poiché alle parole è demandato il compito di creare relazioni e accorciare le distanze descrivendo opportunamente la realtà, interna ed esterna ai soggetti che le usano, ciascuna di esse va scelta con grande cura.
Con questo laboratorio, ci proponiamo di esplorare, insieme ai ragazzi/e, i vasti territori della lingua e le regioni dove abitano le parole soffermandoci su alcune delle stazioni di questo viaggio:
1) – Le parole e il tempo
Esplorare il rapporto personale con le parole.
- IERI: parole della memoria, dei ricordi, dell’infanzia.
- OGGI: parole del quotidiano, che usi più spesso.
- DOMANI: parole che vorresti dire o sentirti dire.
Riflessione: le parole cambiano con noi… e noi con loro.
2) – Il potere delle parole
Riconoscere la forza delle parole.
- Parole urlate.
- Parole quiete.
- Parole che restano dentro (scusa, grazie, “ci sono”).
Le parole non sono solo suono: creano cura o ferite.
3) – Giocare con le parole
- Scoprire il valore ludico del linguaggio.
- Le parole mettono a confronto persone e significati.
- Parole simili ≠ significati simili.
- Parole che “contengono” altre parole (es. peregrinare).
Guardare le parole con occhi nuovi (etimologia).
4) – La corruzione del linguaggio
- Riconoscere l’uso disfunzionale delle parole.
- Manipolazione e compromissione dei significati.
- Prendere distanza da linguaggi che feriscono.
- Difendere la salute del linguaggio.
5) – Allenarsi alle parole giuste
- Usare il linguaggio per costruire chi siamo o vogliamo essere.
- Le parole che ci fanno sentire al sicuro, visti, rispettati…
- Le parole che minano il nostro l’equilibrio, che colpevolizzano, ci fanno sentire sbagliati…
- Le parole sono finestre (oppure muri): breve introduzione alla comunicazione non violenta di Rosenberg.
- Obiettivo: Oggi si preferisce tenere le giovani generazioni ai margini dei campi di gioco, lasciando che si attrezzino per far fronte a un futuro minaccioso, perseguendo un modello di soggetto prestazionale, anziché esercitare e sviluppare la loro presenza attiva nella società. La proposta ha come obiettivo quello di lavorare per includerli da subito, bambine/i e ragazze/i, nella costruzione del mondo, ripensando l’attuale cultura educativa, convinti che la loro partecipazione sociale sia vitale per il futuro di tutti.
- Durata: 60 – 90 minuti
- Materiale necessario allo svolgimento: fogli di carta e penne; un cavalletto per poggiare lo schema del gioco.
- Struttura: l’organizzazione del laboratorio prevede l’attivazione di un primo momento di partecipazione collettiva, un secondo che vede i ragazzi/e impegnati in un lavoro di ricerca personale e l’ultimo di restituzione collettiva aperta alla libera partecipazione di tutti.
- Influenza sul percorso scolastico (interazione sul curricolare): Una maggiore consapevolezza rispetto a sé stessi in relazione con gli altri, una maggiore capacità di espressione e un uso più competente delle parole, la riduzione della distanza tra parola e pensiero. Secondo Lev S. Vygotskij, pensiero e linguaggio nascono insieme e tra essi c’è un rapporto dinamico: le parole esprimono il pensiero, ma tornano su di esso, rimodulandolo e approfondendolo. La parola, attraverso il suo significato, è produttrice di pensiero, ma il pensiero ci arriva attraverso le parole. La mancanza di parole per dirlo impedisce agli individui di riconoscere pensieri e sentimenti.
La parola, inoltre, può essere collegata a diverse materie a seconda del contesto. Ad esempio, può essere collegata alla linguistica per lo studio della sua struttura e del suo significato, all’italiano per la sua grammatica e il suo uso, alla letteratura per il suo ruolo nei testi, alla storia per la sua evoluzione nel tempo, o alla filosofia per il suo significato e il suo rapporto con il pensiero. Non solo, ma a seconda del contesto, la parola può essere collegata a qualsiasi altra materia di studio, come arte, musica, scienze, ecc., se ha un legame specifico con esse.
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