Marzo è il mese delle idee che prendono forma. Con “La città che vorrei – Smart Kids, Smart City”, l’iniziativa promossa da Bimed, le scuole diventano laboratori di futuro: bambine, bambini, ragazze e ragazzi si trasformano in piccoli urbanisti, pronti a immaginare città più intelligenti, sostenibili e inclusive.
L’obiettivo è progettare una Smart City, una città capace di usare tecnologia, dati e soluzioni ecologiche per migliorare la qualità della vita, ridurre l’inquinamento e rendere gli spazi urbani più vivibili e partecipati.
Una città sostenibile è possibile
L’iniziativa, che si collega idealmente all’Obiettivo 11 dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, dedicato a “Città e comunità sostenibili”, nasce da un’idea semplice ma potente: le città devono diventare luoghi sicuri, inclusivi, resilienti e attenti all’ambiente.
Un esempio lo sono le iniziative di Genova Smart City, che mostrano come mobilità sostenibile, energia intelligente e innovazione digitale possano trasformare il tessuto urbano.
Ragazzi protagonisti del cambiamento
“La città che vorrei” non è solo un progetto creativo: è un percorso di educazione civica attiva. Gli studenti osservano il proprio quartiere, individuano problemi reali — traffico, carenza di spazi verdi, inquinamento, sicurezza — e provano a immaginare soluzioni concrete.
Tra le attività proposte:
Caccia alle soluzioni smart: scoprire tre idee innovative già applicate in una città europea.
Analisi del quartiere: leggere dati su qualità dell’aria, mobilità, consumo di suolo.
Mini consiglio comunale: presentare una proposta sostenibile e argomentarla.
La mappa della città che vorrei: unire creatività e pensiero critico in un disegno accompagnato da una relazione.
Un modo coinvolgente per imparare che la cittadinanza non è solo teoria, ma partecipazione concreta.

