Il contributo della Sen. Segre alla Staffetta

Il tema della categoria MEDIE della Staffetta 2018/2019 era dedicato alla guerra. O meglio. A uno sguardo sulla guerra – senza pietismi – ma solo per consentire ai ragazzi di comprendere che, purtroppo, ancora oggi esistono numerosi conflitti.
I ragazzi che avevano realizzato la Staffetta dal titolo Dove sei Lia? (incipit di Paolo Rossetti) avevano inserito nella narrazione la figura di Liliana Segre.
Per questa ragione la Senatrice è stata contattata e questo è il suo contributo per quella narrazione e per la Staffetta. La Sen. ha posto l’attenzione sulla sua esperienza e contestualizzandola al giorno d’oggi e a quanto sia importante non essere indifferenti.

Il contributo della sen. Liliana Segre alla Staffetta

Cari ragazzi,

vorrei essere con voi, guardarvi in volto, negli occhi, conoscere ognuno di voi. Non è possibile e quindi ecco le parole che vorrei riportarvi a voce: “ll mio impegno, la mia missione, è tramandare la memoria, in un mondo pieno di ingiustizie è l’unico vaccino contro l’indifferenza”. 

Oggi è passato tanto tempo, quasi tutti i testimoni sono morti. Dobbiamo ricordare perché le cose che si dimenticano possono ripetersi.

“Ricordare è sempre importante”. Il razzismo non è mai sopito, oggi riemerge in molte forme, così come l’indifferenza generale, quando i senza nome eravamo noi ebrei. Oggi percepisco la stessa indifferenza per quelle centinaia di migranti che muoiono nel Mediterraneo, vorrei che tutti partecipassero con pietà e umana commozione al dramma di tanti bambini resi orfani e adulti perseguitati o cacciati dalle proprie case, ora come allora. 

Io sono una nonna, ho tre nipoti maschi, i miei gioielli che hanno la stessa età vostra. Quando sono diventata nonna del primo, Edoardo, ho capito che era arrivato il momento di iniziare a parlare, raccontare la mia storia. Lo faccio per quei sei milioni di persone che non hanno potuto tornare e raccontare. Voi ragazzi siete i miei nipoti ideali, dopo tanti anni vi conosco bene come interlocutori, siete un pubblico straordinario, attentissimo, la vera eredità di Testimonianza. Finché avrò fiato continuerò a portare il mio messaggio tra voi. Non posso pensare che tutti diventerete “Candele della Memoria” ma se anche solo uno coglierà il testimone, saprò che ne è valsa la pena.
La violenza, l’odio, la vendetta non devono mai avere il sopravvento sulla vostra umanità.
Nella mia storia parlo di morte, di orrore e di odio, ma racconto anche la forza travolgente della vita e il ripudio alla vendetta e alla violenza. “Non dite mai: non ce la faccio, siamo fortissimi e dentro di noi si celano energie sconosciute”.

Il mio messaggio vi invita a non dimenticare la tragedia e l’orrore che è stata la persecuzione razziale, ma vuole essere un invito a non perdere mai la speranza e a camminare, una gamba davanti all’altra. Che la marcia che vi aspetta sia la marcia della vita”.

Un abbraccio a tutti.

Liliana Segre