Il MEF e le aree interne e marginali

L’articolo Aree interne e marginali: là dove il guardo non è più proiettato verso l’orizzonte, pubblicato su «L’Indro», è stato assunto dal MEF (Ministero Economia e Finanza) nell’intento di collegarlo alle dinamiche evolutive per le strategie delle aree interne e marginali.
Il pezzo, firmato dal Presidente Andrea Iovino, è una lucida analisi su una questione da sempre cara a Bimed e sulla quale spesso il Governo pone l’accento.
La decisione del MEF di prendere in considerazione questo documento segnala quanto,  la descrizione di questa problematica, sia stata coerente.

Aree interne e marginali

Il rapporto Svimez 2019, purtroppo, descrive una situazione peggiore di quella trovate 75 anni fa da Carlo Levi, celeberrimo autore di Cristo si è fermato a Eboli. Levi, all’epoca del suo confino lucano, parlava già di queste aree e, nelle pagine del suo libro già:

“si affermava con chiarezza quanto fosse urgente per un Paese che ambisse a definirsi civile rimuovere le precondizioni che rischiavano di inaridire quel paesaggio umano di pura bellezza perché intriso di purezza (che erano i contadini) ma costretto a una povertà che era un’offesa per chiunque ne fosse stato a conoscenza”.

Oggi, dopo tanti anni dall’analisi di Levi, è necessario pensare ancora a politiche adeguate per queste aree insistenti sul 60% dell’Italia.

“Restiamo in attesa che questo Governo provi a passare ai fatti, la strategia per le aree interne è stata scritta già da qualche anno, andrebbe finanziata, però, e si tratterebbe soltanto di cambiare qualche indirizzo di bilancio non di sborsare più soldi. Ma questo prevede che la battaglia contro i privilegi diventi più vera e cruenta”.