Oggi parliamo di… Lucera!

Bimed, associazione di enti locali per l’educational e la cultura, vanta tra i suoi associati molti comuni di tutta Italia. Andando alla ricerca delle bellezze di questi territori, scopriamo le meraviglie di Lucera!

Un po’ di dati…

REGIONE: Puglia
SINDACO: Antonio Tutolo
SEDE COMUNALE: Palazzo Mozzagrugno
N° ABITANTI: 35.840
SCUOLE FIDELIZZATE CON LA STAFFETTA BIMED: Istituto Comprensivo “Tommasone Alighieri”, Istituto di Istruzione Superiore “Bonghi – Rosmini”, Convitto Nazionale “Ruggero Bonghi”
SITO COMUNE: http://www.comune.lucera.fg.it/hh/index.php

La storia in pillole

Sin dalle sue origini Lucera fu denominata “Chiave di Puglia” per la sua posizione strategica come porta del Tavoliere. Sul Monte Albano (uno dei tre colli su cui sorge la città) sono stati rinvenuti villaggi neolitici del III millennio a.C.
Secondo quanto riportato dal geografo Strabone, Lucera era una città dei Dauni che si alleò con Roma contro i Sanniti divenendo colonia romana nel 314 a. C. Marco Vecilio Campo, nel I secolo a. C.,  vi fece costruire in onore di Ottaviano il maestoso Anfiteatro.
Nel IV secolo d.C., Costantino fregiò Luceria dell’appellativo di Civitas Constantiniana
Nel 663 d.C. Lucera longobarda fu distrutta dai bizantini e i lucerini furono costretti alla fuga. Nel 743 d.C., sulle rovine della città nuovamente longobarda, si insediò il vescovo Marco II.
La città fu poi dominata dai Normanni fino al 1200 e la sua storia si intrecciò con quella degli Svevi, in particolare con quella di Federico II che fece della città una delle roccaforti del suo potere e vi trasferì, nel 1224, una colonia della popolazione saracena dalla Sicilia. Negli anni della presenza federiciana, Lucera visse un periodo di grande sviluppo civile ed economico e si arricchì di splendide testimonianze dell’arte musulmana di cui ancora oggi si ritrova traccia.
Tra il 1268 e 1269 la Santa Sede scese in campo contro Luceria Saracenorum per debellare tutti i musulmani presenti nella città che rifiutò l’obbedienza a Carlo I d’Angiò e resistette energicamente agli assalti dei soldati angioini, restando fedele a Corradino di Svevia, sconfitto poi nella Battaglia di Tagliacozzo. Lucera continuò a resistere ma fu espugnata e sottomessa a Carlo d’Angiò nel 1269.
Lucera, nell’Ottocento, godette dello status di capitale culturale della regione, ma con l’avvento di Napoleone perse il titolo di capoluogo della Capitanata e del Contado del Molise.
Nell’estate del 1837 sulla città si abbatté il colera che fece numerose vittime.
La povertà invase Lucera agli inizi del Novecento con l’arrivo della Grande Guerra e nel corso della secondo cofllitto mondiale la città, pur temendo i bombardamenti, non fu mai attaccata e mai distrutta.
Fu nella seconda metà del Novecento che la città iniziò a espandersi. 

 

I luoghi imperdibili… da visitare!

Anfiteatro romano. L’anfiteatro è situato nella periferia est della città, risale all’epoca augustea ed è tra i più antichi dell’Italia meridionale. Conservato benissimo, poteva contenere dai 16 ai 18mila spettatori.
Nel 1932 alcuni scavi portarono alla luce i primi significativi resti dell’anfiteatro romano. I lavori di scavo e di restauro delle strutture terminarono nel 1945.

Fortezza svevo-angioina. Federico II fece edificare il suo Palatium nel 1233, mentre la muraglia della Fortezza è stata edificata da Carlo I d’Angiò (1269). La cinta muraria irregolare che cinge l’intera collina è lunga 900 m e si compone anche di 13 torri quadrate, 2 bastioni pentagonali, 7 contrafforti e 2 torri cilindriche angolari. L’ingresso principale è collegato a viale Castello tramite un caratteristico ponte che attraversa un grande fossato. Vi è un castello risalente al XIII secolo di età federiciana e angioina posto sulla sommità piana del colle Albano.

Basilica Cattedrale. Magnifico esempio di stile gotico-angioino, è sorta agli inizi del ‘300 per celebrare la vittoria degli Angioini sui Saraceni ed è dedicata a Santa Maria, patrona della città. Eretta per volere di Carlo II d’Angiò e consacrata nel 1302, è la principale chiesa della città oltreché la cattedrale della diocesi di Lucera-Troia. Chiesa a tre navate con soffitto a capriate, la Basilica è ricca di opere d’arte come un dipinto del pittore napoletano Fabrizio Santafede, due genietti funebri attribuiti a Pietro Bernini e un crocifisso ligneo del 1300. L’abside è occupata nella parte inferiore da un coro ligneo settecentesco e nella parte superiore da una serie di affreschi attribuiti a Belisario Corenzio.

Teatro civico “G. Garibaldi”. Situato all’interno di Palazzo Mozzagrugno, sede comunale, sorse nel 1837 su progetto dell’architetto Oberty. La sala era di forma semicircolare, con una platea di circa 100 posti e due ordini di palchi. L’interno del teatro fu fastosamente decorato da artisti provenienti dalla capitale del Regno e fu da tutti ritenuto un vero gioiello dell’architettura e della decorazione. L’inaugurazione avvenne la sera del 7 giugno 1838 con la rappresentazione della Lucia di Lammermoor di Donizetti e poi La Sonnambula di Bellini.
Nel corso degli anni il teatro ha conosciuto un periodo di grande fervore, è caduto in disuso e ha anche subito delle modifiche strutturali. L’ultima inaugurazione del teatro, a seguito del restauro, c’è stata nel nel 2005.

Curiosità

Secondo una leggenda Diomede, re d’Etolia, dopo la distruzione di Troia, fuggì verso l’Apulia e si stabilì presso Lucera, dove depose le armi e il Palladio nel tempio di Athena Iliàs e costituì una colonia greca.

La tradizione storiografica locale tende ad attribuire la nascita della comunità cristiana lucerina all’apostolo Pietro che, di passaggio per la città, avrebbe battezzato i neofiti nelle acque del fiume Vulgano.

La città ha il titolo di Città d’Arte e il suo territorio è incluso nell’itinerario enogastronomico Strada dei Vini DOC della Daunia. Ad agosto, grazie alla manifestazione “Calici di Stelle” è possibile degustare i vini locali per le vie del centro storico.

Anfiteatro romano Castello di Lucera Fortezza svevo-angioina
Teatro “G. Garibaldi” Basilica Cattedrale Calici di stelle