Oggi parliamo di… Ivrea!

Bimed, associazione di enti locali per l’educational e la cultura, vanta tra i suoi associati molti comuni di tutta Italia. Andando alla ricerca delle bellezze di questi territori, scopriamo le meraviglie di Ivrea!

Un po’ di dati…

REGIONE: Piemonte
SINDACO: Carlo Della Pepa
N° ABITANTI: 23.620
SITO: https://www.comune.ivrea.to.it

 


La storia in pillole

Eporedia fu fondata dai Salassi (un popolo celtico) nel V sec. a.C.
Furono i romani, che la colonizzarono dal I sec. a. C., a chiamarla Ivrea. Nel periodo longobardo fu sede dell’omonimo ducato e, all’inizio del VIII secolo, diventò contea e marca sotto il regno franco.
Nel 1238 l’imperatore Federico II pose la città sotto il suo dominio. In seguito la signoria di Ivrea fu contesa tra il vescovo di Ivrea, il marchese del Monferrato e altri potentati, tra cui il conte di Savoia. Fatta eccezione di brevi periodi di occupazione spagnola e poi francese nel XVI secolo, Ivrea è stata dominio dei Savoia dal XV al XVIII secolo. In epoca napoleonica fu dominio francese, ma nel 1814, come il resto del Piemonte, ritornò ai Savoia.
Nel XX secolo Ivrea divenne protagonista industriale con la fondazione della prestigiosa fabbrica di macchine per scrivere Olivetti, emblema di comunità politica e sociale che ancora oggi è un modello di sviluppo economico che non perde di vista il valore degli individui e della società.

I luoghi imperdibili… da visitare!

Dora Baltea. Citato da Carducci (Ivrea la bella che le rosse torri/ specchia sognando a la cerulea Dora/ nel largo seno) e da Gozzano (E ti rivedo ancora,/ e Ivrea rivedo e la cerulea Dora/ e quel dolce paese che non dico), questo fiume è un importante affluente del Po che attraversa buona parte del Canavese e giunge a Ivrea. Qui, dopo aver attraversato un piccolo e angusto canyon presso il centro della città, viene sbarrata da una diga e va ad alimentare il Naviglio di Ivrea. Sulla Dora, in centro città, c’è lo Stadio della Canoa di Ivrea, un impianto sportivo fluviale.

L’anfiteatro romanoCostruito attorno alla metà del I secolo d.c. nei pressi della strada per Vercelli, si pensa potesse ospitare più di diecimila spettatori. Nell’area archeologica è anche compresa una villa preesistente, della quale alcune strutture murarie furono inglobate nell’anfiteatro.

Il Castello. È il simbolo della città. Edificato nel 1357 da Amedeo VI di Savoia,  era stato pensato come fortificazione difensiva (funzione che poi non svolse rivelandosi insufficiente). Adibito a ricovero, un fulmine, nel 1676, fece esplodere una delle quattro torri adoperata come deposito di munizioni e non venne più ricostruita. Utilizzato come carcere durante il periodo fascista, oggi è saltuariamente sede di mostre e manifestazioni.

Chiesa di San Bernardino. Fu fondata nel ‘400 assieme al convento destinato all’ordine francescano dei frati minori osservanti. La prima chiesa era a pianta quadrangolare con volte ogivali a crociera, tipiche dell’architettura gotica, e nel corso dei secoli ha subito diverse variazioni. Adriano Olivetti, negli anni ’50, si dedicò a un importante progetto di riqualificazione dell’area, destinandola a sede dei servizi sociali e delle attività dopolavoristiche per i dipendenti aziendali. Gli affreschi di Spanzotti, restaurati nello stesso periodo, trovarono la loro giusta celebrazione critica in un saggio di Giovanni Testori, che operava in quel tempo ad Ivrea presso i servizi culturali della Olivetti.

Il Maam. È il Museo a cielo aperto dell’Architettura Moderna di Ivrea, punto di riferimento per chiunque cerchi informazioni, notizie, curiosità sulle architetture olivettiane nella città. Architetture nate dalla visione sociale, oltre che industriale, di Adriano Olivetti, riconosciute a livello mondiale come capolavori dell’architettura moderna e razionalista del ‘900.

Curiosità

Nel 1927 la città, insieme a ben altri 112 comuni dell’alto Canavese, viene annessa alla Valle d’Aosta, per costituire una nuova Provincia di Aosta. Tale annessione verrà sciolta nel 1945, per ritornare sotto la Provincia di Torino.

Ivrea è famosissima per il suo Carnevale (il più antico d’Italia) e per la nota “Battaglia delle arance” che porta in piazza migliaia di persone e simboleggia la sfida tra il popolo e il tiranno. Questo è l’elemento più spettacolare del Carnevale, quello che meglio rappresenta la rivolta del popolo (gli aranceri a piedi) contro le armate del tiranno (gli aranceri sui carri). Per tre pomeriggi (da Domenica a Martedì Grasso) le squadre a piedi, senza alcuna protezione, combattono contro gli aranceri sui carri, protetti da caschi di cuoio.

La Lettera 22, la celebre macchina per scrivere meccanica portatile realizzata dalla Olivetti, fu uno dei prodotti di maggior successo di questa azienda negli anni Cinquanta. Ricevette premi sia in Italia che all’estero. Il Triennale Design Museum di Milano custodisce ben 6 modelli di lettera 22 in tre collezioni diverse compresa la collezione permanente, inoltre è esposta nella collezione permanente di design al Museum of Modern Art di New York.

 

     

Ivrea e la Dora Baltea

Anfiteatro romano

Affreschi di Spanzotti nella Chiesa di S. Bernardinio

     

La Olivetti Lettera 22

Castello di Ivrea

Battaglia delle arance