Emergenza lettura: secondo l’AIE, solo il 40,5% degli italiani ha aperto un libro nel 2017.

Emergenza lettura: secondo l’AIE, solo il 40,5% degli italiani ha aperto un libro nel 2017.

A Francoforte, durante la Buchmesse, la Fiera del libro più importante in Europa, è stato stilato, come ogni anno, un rapporto sulla lettura in Italia, curato dall’Associazione Italiana Editori, che ha prodotto dei risultati allarmanti. Solo il 40,5% degli italiani ha aperto almeno un libro durante il 2017. E la fascia di età più colpita è quella degli 11-14, dove i lettori sono diminuiti di oltre il 25%. Un risultato scandaloso, se paragonato a quelli degli altri Paesi, dove troviamo il 62% in Spagna, 73% negli Stati Uniti, l’83% in Canada, l’84% in Francia e l’incredibile 90% in Norvegia.
Ma come mai in Italia non legge più nessuno? Di giustificazioni se ne sentono molte, prima fra tutte la digitalizzazione della società: Facebook, Netflix e Youtube sarebbero i colpevoli di questa epidemia, capri espiatori virtuali di un problema che in realtà ha radici molto profonde, abbarbicate nella struttura stessa della società italiana. Perché, se la digitalizzazione ne fosse la causa, non avremmo avuto quei dati nei Paesi sopracitati.

Quella che stiamo vivendo, oggi, invece è una vera e propria crisi sociale e culturale, tutta italiana, che parte dalle Istituzioni e finisce nelle case. Sono poche le Scuole che parlano ai ragazzi di libri e sono ancora meno i genitori che leggono e che danno il “buon esempio” ai loro figli.
È una situazione di emergenza, una catastrofe culturale, a cui si deve porre rimedio con una fitta attività di sensibilizzazione che deve partire dallo Stato ed entrare nelle scuole e nelle case degli italiani, attraverso laboratori di lettura e progetti legati al settore. Soprattutto la scuola deve poter riaffermare l’importanza di un sapere che nasce e si consolida mediante la riflessione e la dimensione critica, perché sono le due caratteristiche in grado di rendere un Essere umano tale e creare ben/essere nella società.
Ecco perché noi di Bimed siamo impegnati tutti giorni con progetti e attività didattico-pedagogiche che privilegiano soprattutto la fantasia dei ragazzi e il loro relazionarsi con la scrittura e, di conseguenza, con il mondo reale che li circonda. Noi vogliamo che un format come la Staffetta sia un moto di rivoluzione in grado di accendere la spia del cambiamento e che aiuti i giovani di oggi a crescere consapevoli per poter costruire un futuro libero domani.
Ci rivolgiamo, allora, alla nostra rete, ai dirigenti scolastici, agli insegnanti, ai genitori che da sempre ci appoggiano e ci sostengono, perché anche loro – come noi – sono preoccupati della situazione che stiamo vivendo. Diffondiamo la Staffetta, diffondiamo il sapere, diffondiamo la conoscenza, facciamo circolare queste notizie il più possibile. Promuoviamo nel pubblico e nel privato tutte le attività che permettono ai nostri figli di acquisire coscienza della necessità della lettura, che non è solo piacere erudito, ma un dovere sociale che coinvolge tutti.
Francesco Bacone, filosofo del XVI sec., scrive che la lettura rende un uomo completo, la conversazione lo rende agile di spirito e la scrittura lo rende esatto.
“Esatto”, ovvero una persona che fa le cose nel modo dovuto, senza omissione o negligenza, e quindi preciso, scrupoloso, coscienzioso. In una sola parola, la scrittura è quella operazione culturale, sociale e pedagogica che trasforma l’essere umano in “cittadino”.

 

 

Fonte: Linkchiesta, http://www.linkiesta.it/it/article/2017/10/14/il-mercato-del-libro-e-in-ripresa-ma-in-italia-a-leggere-siamo-rimasti/35835/, pubblicato il 10/14/2017.