La nostra formazione è unica nel suo genere, partiamo da un presupposto, il seguente: per formarsi in maniera adeguata è necessario determinare tensioni emotive tali da generare BEN/ESSERE. La nostra formazione si contraddistingue perché mentre, in generale, si corre verso il digitale tout court con percorsi sviluppati sempre di più attraverso la telematica, noi continuiamo a ritenere l’interazione in presenza un valore aggiunto imprescindibile per la crescita del comune know how.

La ragione di questa scelta risiede nell’esigenza di ritenere il pensiero analogico e le modalità di interazione analogiche fondamentali  anche alla valorizzazione dei contesti digitali e per comprendere appieno che l’innovazione tecnologica è un bene ineludibile se adeguatamente governato dalla riflessione, dall’articolazione del pensiero, dalle capacità di approfondimento che derivano dalla conoscenza e dai saperi propedeutici le competenze.

Anche per l’edizione della Staffetta 2017/18 abbiamo progettato un Percorso di Formazione dedicato per le Scuole Fidelizzate Bimed e iscritte al Format. Il percorso è strutturato su complessive 40 ore di formazione così suddivise: 12 ore in presenza  da tenersi in tre pomeriggi susseguenti che vengono organizzati direttamente nelle scuole che aderiscono alla proposta formativa; 25 ore on line acquisibili dalla nostra Piattaforma per la formazione in cui saranno immessi i materiali formativi da scaricare e su cui dovrà essere inserita l’Unità di Apprendimento che è il prodotto previsto per la propedeutica Certificazione del Percorso. Le predette 25 ore dovranno essere fruite nei 30 giorni successivi la parte in presenza del percorso; 3 ore  in presenza conclusive che si terranno nei 5 giorni successivi alla elaborazione delle unità di apprendimento.

Il percorso può tenersi se partecipato da un numero minimo di partecipanti pari a 60 docenti (max 70).

Il corso di formazione e aggiornamento professionale proposto risponde agli indicatori nazionali di merito ed è promosso da BIMED Ente Nazionale accreditato dal MIUR per la Formazione del Personale della Scuola (DM 05/07/2013 – Dir. 90/03). Poiché BIMED è un soggetto accreditato e qualificato per la formazione del personale scuola, è possibile ottenere il riconoscimento dell’esonero dal servizio, nei limiti previsti dalla normativa vigente.  BIMED condivide l’iniziativa del Bonus Scuola per l’aggiornamento e la formazione dei docenti di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado (L. 107/2015) e certifica la partecipazione ai propri percorsi formativi secondo le previste norme di merito.

Il Percorso che si propone Pitagora’s 2 sarà tenuto da Andrea Iovino e Maurizio Spaccazocchi e sarà incentrato sui concetti appresso indicati:

TRE CONCETTI PER PITAGORA’S II, 2017-18

 Fra i nuovi concetti, aderenti con quelli già trasmessi nel progetto di formazione Pitagora’s I (2015-16), i docenti-formatori sentono il bisogno e credono fermamente di dover pensare con progressione a forme di educazione che non possono più trascurare i seguenti temi dominanti:

INTERRELAZIONE DISCIPLINARE

La scuola in generale soffre ancora molto di visioni mono-disciplinari e quindi di mentalità formative a compartimenti stagni.

L’impegno di ogni scuola e di ogni educatore non può che dirigersi verso una visione e una mentalità multidisciplinare in grado di offrire il maggior numero di relazioni fra i saperi artistici, scientifici e umanistici, anche per stimolare nelle nuove generazioni lo sviluppo di forme mentali pronte per mettere in relazione i diversi saperi che sempre più si intrecciano nel vivere quotidiano analogico-digitale.

Unito a ciò non va nemmeno trascurato il fatto che, in questo vivere pluridisciplinare, gli stessi educatori potranno arricchire le loro conoscenze e viverle pure in forma molto più ri-crea-attiva. Il peso stesso della visione mono-disciplinare verrà quindi ad alleggerirsi poiché permetterà di far entrare ogni singolo educatore in un mondo metodologico-educativo creativo e multidirezionale.

CONDIVISIONE

Il piacere della conoscenza e delle conoscenze, dalla presenza umana in questa terra, non si sviluppa all’interno di una relazione unidirezionale: il dire di uno che si dirige sull’altro. La vera efficacia della trasmissione di un qualsiasi sapere può solo nascere sulla base di una relazione affettivo-cognitiva che si fonda sulla condivisione, come d’altronde la vita quotidiana conferma da millenni. La parola con-dividere prevede inevitabilmente la presenza di un con, quindi di un qualcun altro che non sia lì presente in modo passivo, che non sia lì fermo ad attendere un dire di un altro che gerarchicamente sia inteso come quello che “dirige la fonte del sapere e del saper essere”. Come in una sana relazione umana i diversi soggetti coinvolti non possono che percepirsi come soggetti portatori di parità (pear to pear), cioè soggetti in grado di intervenire nella condivisione e quindi di poter dire ciò che ognuno ritiene essere pertinente e prioritario al tema trattato.

PRODUZIONE DI UN SAPERE COMUNE

Ecco che dalla relazione affettivo-cognitiva di tipo pear to pear si può facilitare la condivisione e ancor più si può giungere alla creazione di un sapere comune su un qualsiasi sapere, su un qualsiasi tema, su una qualsiasi esperienza dai tratti umanistici, artistici e scientifici.

Solo così un gruppo (classe, di studio, d’interesse comune, ecc.) può conquistare quella che può definirsi una comunione di saperi, un costruzione condivisa di saperi, sentiti da tutti perché creati con il contributi di tutti. Un tutto che finalmente è in grado di com-prendere ogni singolo, di far sentire il singolo auto-gratificato e auto-stimato perché ha potuto contribuire alla nascita di un sapere vissuto da tutti.

Una sapere frutto di una collaborazione, cooperazione, integrazione, inclusione? Si certamente. Ma soprattutto un sapere che nasce da profondi principi umani, etici e democratici.

LA RELAZIONE DI COMUNIONE

Sul piano didattico-metodologico e psico-pedagogico, il tema sul quanto siano efficaci e stimolanti le forme d’insegnamento a chiara distinzione dei ruoli e delle gerarchie, è ormai riconosciuta dal PISAOCSE e …

Tutto questo meccanismo porta pure a originare una sorta di “patologia dell’insegnamento”, che può produrre nel tempo una sofferenza che, se da una parte il docente si sente “obbligato” al rispetto del programma e delle tradizionali forme gerarchiche dell’insegnare, dall’altra si ritrova pure a constatare l’inefficacia della sua stessa azione formativa. Di conseguenza, non essendo poi così facile mutare sull’istante la propria figura professionale, conquistata sulla base delle medesime modalità con le quali ora le ripropone, il docente non può fare a meno di traslare colpe e responsabilità sul modo passivo di agire e reagire dei propri studenti. Questo può comportare una forma di occultamento delle responsabilità o colpe che, prima di tutto, dovrebbero essere riconosciute come proprie.

Quindi il vero tema-problema che si presenta alla scuola intera e a tutti i suoi operatori e docenti, non è solo quello riferito alla qualità e quantità di competenze sulla propria disciplina, ma quanto piuttosto al bisogno-coraggio di assumere un nuovo assetto professionale, una nuova identità educativa: sentirsi parte della elaborazione cooperativa di un sapere che “sboccia” a poco a poco grazie al contributo di tutta la classe, di tutto l’istituto, di tutta la comunità. Questo permetterà ad ogni docente di rileggersi democraticamente come una soggettività che umanamente contribuisce allo sviluppo-creazione di percorsi affettivo-cognitivi d’insieme.

Così dal tradizionale ruolo-compito di figura-potenza gerarchica votata alla trasmissione di un sapere precostituito, si potrà finalmente indossare l’Habitus più umano disposto a mettere in gioco il proprio Habitus mentale assieme a quelli dei suoi tanti e diversi studenti.

È dalla partecipazione dei singoli atomi che prendono forma le pozzanghere, i fiumi, gli oceani, la terra, le galassie e gli universi.