Arte

L’Archivio Arte Bimed è, nella certezza, la più autorevole dimostrazione di come attraverso la buona amministrazione si possa fare cultura e di come attraverso la cultura e l’arte si possa determinare buona amministrazione.

In adempimento agli obiettivi istituzionali, sin dalla nascita dell’ente (2000), ci siamo impegnati per la costituzione di un Archivio Arte che dovesse essere il più rappresentativo possibile di quel fare arte italiano e europeo  che non trova grandi spazi nella comunicazione, nei media e nel mercato ma che è, invece, ad avviso dello scrivente – responsabile delle scelte e della tenuta del Fondo – lo spaccato più interessante di quella produzione artistica orientata verso la ricerca e i linguaggi volti a produrre evoluzioni, passaggi, cambiamenti … Obiettivi ineludibili, a mio avviso, per l’arte contemporanea. 

Continua a leggere

Il Fondo che si è costituito in oltre vent’anni d’opera (l’ente pur essendo stato istituito nel 2000 ha cominciato a operare attraverso l’impegno diretto degli enti istitutori di Bimed), ci ha permesso di organizzare per circa dieci anni Mostre di straordinaria rilevanza in tutt’Italia con appuntamenti di forte impegno come, per esempio, l’impianto espositivo che ha accompagnato Genova Capitale Europea della Cultura 2006 (Metamorfosi del Mito) e la vitalizzazione della Certosa di Padula con mostre come, per esempio, Acqua Continuum Vitae e trittico che fanno parte di quegli spaccati di documentazione fondamentale per la critica e per gli storici della contemporaneità. La costituzione del fondo è avventa attraverso tre specifici canali, i seguenti:

  • Annualmente in Bilancio dell’istituzione, sino al 2008, conteneva un apposito Capitolo per l’acquisizione di opere che avevano la caratteristica di provenire da progetti condivisi con gli artisti individuati da un apposito Comitato Scientifico per mezzo di Bando. Per esempio: progetto AFRICA – l’azione era collegata all’esigenza istituzionale di documentare il conflitto tra ricchezza e povertà, o meglio, tra i nord e i sud del mondo. Presentato il bando progettuale una serie di artisti vi hanno aderito per poter realizzare quanto richiesto (dieci opere pittoriche e dieci fotografie di grande dimensione) e furono scelti Antonio Carrano e Manuel Scrima che si portarono in Africa per all’incirca un mese e realizzarono le opere che ora sono parte dell’installazione “E l’incontro con l’Arte” situata c/o la Sede Unipegaso di Napoli (Centro Direzionale isola F2);
  • La partecipazione alle mostre di Arte Contemporanea griffate Bimed e tutte impiantate su progetti inediti redatti e diretti dal sottoscritto prevedeva che ogni artista selezionato donasse all’ente l’opera in esposizione;
  • Tra il 2014 e il 2017 per una quota non sensibile di investimento si è dovuto provvedere a acquisizioni specifiche necessarie per le installazioni permanenti realizzate in favore degli enti partner con cui sono stati strutturati accordi di depatrimonializzazione tutt’ora fondamentali per alcuni obiettivi istituzionali altrimenti non raggiungibili come, per esempio, l’elevazione della percentuale di laureati nei comuni associati, la disseminazione degli studi universitari attraverso l’erogazione di Borse di studi a studenti non abbienti, la divulgazione e la somministrazione di Certificazioni di Competenza connesse alla Cittadinanza Europea.  

Nel 2013 e cioè nel pieno della crisi finanziaria che ha attraversato e ancora attraversa l’occidente, gli organismi deliberativi dell’ente (Consiglio e Assemblea), con l’obiettivo di determinare investimenti che, in qualche modo, permettessero ai territori degli enti associati di sentire la vicinanza e l’impegno di Bimed per il superamento di una condizione complicata e sancita dagli indicatori delle agenzie che si occupano di descrivere la situazione di un Paese (p. e. ISTAT, CENSIS, PISA OCSE)  stabilirono di depatrimonializzare con la finalità di strutturare con gli enti partner accordi che da una parte permettessero di rendere fruibile l’Archivio Arte Bimed, dall’altra consentissero all’ente di mantenere la tenuta occupazionale e acquisire prodotti e servizi che potessero risultare utili per le comunità insistenti nei comuni associati.

E allora abbiamo proposto ai Comuni associati di ESPORRE presso le proprie sedi le nostre opere … Questo ha permesso a Bimed di disseminare in gran parte dei nostri comuni l’ARTE che ha reso i Municipi luoghi di esposizione e di fruizione delle nostre opere con ritorni di grande significato che permettono a tante comunità di appassionarsi a quell’idea di bellezza che collegata all’arte permette all’essere di vivere e sentire la propria dimensione trascendente.

Abbiamo, inoltre, strutturato accordi con Partner imprescindibili come la Fondazione CERTIPASS e l’Università Telematica Pegaso, oltre all’Università degli Studi di Salerno che, anche in questo caso, consentono alla nostra Istituzione di rendere fruibile per il pubblico e, in particolare, per le nuove generazioni un patrimonio considerevole (L’Archivio Arte Bimed) che interpreta appieno il significato di Museo diffuso in cui si contaminano lavoro, arte, comunità… In una, quell’idea di orizzontalità che è fondamentale perché  i segni, i colori, una tela, piuttosto che un materiale scolpito e/o un’installazione assumano il ruolo e la valenza di bene comune determinante per la qualificazione dell’essere.

Le immagini che accompagnano questa breve presentazione sono esaustive dell’autorevolezza del nostro Archivio Arte  pur mancando (per ora …) tutto lo spaccato collegato alla mail art e ai Libri d’Artista, sezioni queste, che sono ancora in nostro possesso e di cui siamo responsabili per la conservazione, ma documentano anche il know how che ci permette di organizzare e strutturare con il nostro personale interno  installazioni di pregio e rilevanza internazionale che rendono gli spazi in cui esponiamo le nostre opere luoghi connotativi della nostra idea di Bellezza.

Colgo l’occasione per riprendere un altro spaccato fondamentale che mette bimed in relazione con l’arte e l’arte in relazione con tutti i nostri piani di qualificazione del territorio, si tratta di quanto abbiamo strutturato con il progetto Un Posto da Favola   che ci ha permesso di recuperare una serie considerevole di Piazze e di spazi pubblici altrimenti degradati in cui abbiamo installato delle opere scultoree di grandi dimensioni dopo aver provveduto  al recupero dell’area in interazione con le parti sociali, le imprese, l’ente locale e la comunità che, così, attorno alla bellezza ha strutturato e rafforzato al propria identità.

Per chiosare: citare un artista piuttosto che un altro, un’opera piuttosto che un’altra, un’installazione piuttosto che un’altra, una piazza recuperata piuttosto che un’altra non mi sembra elegante per una ragione molto semplice, la seguente: il nostro Archivio Arte è un valore oggettivo non soltanto per il valore degli “oggetti”, ma soprattutto perché una serie  di uomini e di donne, condividendo una vision e sancendo che il valore dell’arte, mai come in questo terzo millennio, non può essere disgiunto dalla valenza sociale che la Cre/Azione ha  in funzione del cruciale che incide sulla civiltà di un tempo hanno dato la loro piena disponibilità per partecipare un cammino stando lontani da ogni forma di mercimonio, dimenticando le leggi di mercato, l’idea delle “quotazioni” … E se questo vale per i tanti artisti che hanno contribuito alla strutturazione del nostro Archivio Arte, vale altrettanto per i manager del nostro partenariato, per i lavoratori e i dirigenti assuntori dei beni che trasferiamo a terzi … Tutti, insieme, a provare una strada che sulla scorta delle esperienze che hanno reso unico il nostro Paese innanzitutto per il proprio patrimonio artistico prova a implementarlo all’interno di un sistema in cui un’opera è bene comune, non ha un “prezzo” e il valore che esprime è nella funzione che esercita per la comunità.

In questo spaccato comunichiamo quello che è stato e quello che è il nostro Archivio Arte non sapendo ancora cosa potrà essere per la prospettiva visto che ci accingiamo alla chiusura di un ciclo che si riaprirà nel 2019 e su cui auspichiamo possano determinarsi investimenti che ci permettano di vitalizzare anche attraverso il nostro fondo un territorio vasto e pieno di potenzialità che grazie alla relazione con l’arte determina visioni e ritrova le immaginazioni necessarie a incontrare l’orizzonte di senso che permette agli uomini di dialogare con il mondo non soltanto per preservarlo  ma per renderlo migliore e per incidere, dunque, in quel sistema che accoglie la vita che si genera grazie alla bellezza determinando … La Bellezza della Vita.

Andrea Iovino

Pegaso Tower
Centro Direzionale
Napoli
Palazzo Ventricelli
Trani (BT)
FORPROGEST
Bari